E’ ormai certo. Per le scienze dell’età evolutiva è necessaria una nuova veste formale e sostanziale. Una veste che interroga la clinica e la pedagogia. Interroga le “scienze dell’uomo”. Tutte. Le scienze della “creatività” che osano il “nuovo”. Le scienze che osano rompere i codici della mente razionale per esplorare e scompigliare pregiudizi teorici ed operativi propri della mentalità corrente. Codici, questi ultimi, a fondamento del pensiero logico e dei suoi stati spesso contrari agli interessi stessi di chi li sostiene.
La creatività propria delle scienze dell’uomo ha radici nel sogno e muove il sogno sui binari del pensiero narrativo per dare mente e progetto al Desiderio, cuore pulsante delle scienze umane in particolare delle Psicologie e delle Pedagogie. Desiderio che interroga noi tutti. E allora alla cultura del benessere economico, comunque legittimo, ma non assoluto; benessere che tutto conserva, tutto consuma e tutto ricicla; alla cultura del benessere economico è necessario contrapporre la cultura del benessere della persona; di quel benessere che recupera la sensorialità e l’emotività perché dialoghino con la logica del pensiero razionale.
E’ questo il benessere che abita ogni essere vivente: vegetale, animale e umano. L’obiettivo è complesso e semplice nello stesso tempo: restituire all’essere umano in tutte le sue età ma soprattutto in età evolutiva, la centralità generativa presente in ogni atto del suo vivere quotidiano.